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La produzione di cellule staminali pluripotenti indotte (iPSCs) rappresentano una importante svolta della medicina rigenerativa, fornendo nuove opportunità per comprendere i meccanismi alla base dello sviluppo umano nonché aspetti molecolari delle malattie degenerative. Le iPSCs vengono prodotte riprogrammando cellule adulte, per esempio fibroblasti o cellule nucleate del sangue o addirittura cellule di scarto presenti nelle urine, tramite l’introduzione di geni che le fanno ritornare immature (simili alle embrionali).

Benché le iPSCs non presentino alcuna implicazione etica rispetto alle embrionali, danno però luogo ad alcuni problemi tecnici relativi al rigetto e alla potenziale tumorigenicità, indicando che devono essere compiuti ulteriori passi avanti per utilizzarle come valido strumento per la rigenerazione dei tessuti in vivo.

Un aspetto molto importante in questo contesto è l’origine delle cellule da indurre, elemento fondamentale poiché la memoria epigenetica residua potrebbe influenzare il fenotipo delle iPSCs. In questo lavoro, esaminiamo come del tessuto di origine impatti significativamente sulla riprogrammazione. Questo aspetto è sicuramente importante in quanto potrebbe permettere di scegliere a priori il tessuto da riprogrammare per poter ottenere successivamente delle iPSCs che si differenzino in maniera efficiente nelle cellule danneggiate che vogliamo sostituire.

Lo studio è stato finanziato da Fondazione Vertical in collaborazione con il Dipartimento di Scienze della Salute, Università degli Studi di Milano.

In allegato la pubblicazione scientifica.

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