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Codice Etico

Il presente documento è stato redatto per consentire ai collaboratori dell’ente, a qualunque titolo, di rispettare i principi dell’etica no profit e di limitare i costi gestionali e sociali nell’ambito di un sviluppo interno ed esterno sostenibile.

PREMESSA

La Fondazione viene valutata oltre che sulla qualità dei servizi e dei momenti di utilità scientifica in grado di offrire o promuovere, anche sulla base della sua capacità di produrre valore e benessere sociale. Attraverso il Codice si intende:

  • definire ed esplicitare i valori ed i principi che informano la propria attività ed i propri rapporti con i volontari, i fornitori, le istituzioni ed ogni altro stakeholder;
  • formalizzare l’impegno a comportarsi con lealtà e correttezza;
  • indicare i valori e le responsabilità di cui si richiede il puntuale rispetto nel corso della vita dell’Ente nella consapevolezza che la reputazione deve essere difesa attraverso una accountability sempre forte e circostanziata.

 

Consta di 15 articoli:

Art. 1 - Gli organi della Fondazione si ispirano ai principi contenuti dal presente codice di comportamento informando la propria attività a valori di onestà ed integrità nel perseguimento dei fini istituzionali. Il Presidente ed il Consiglio promuovono la conduzione etica della Fondazione nel perseguimento di obiettivi di creazione di valore scientifico e culturale.

Art. 2 - La collaborazione si basa su un sistema equilibrato di corporate governance in cui i diversi ruoli trovano la giusta collocazione. I singoli devono avere la capacità di valutare le situazioni di conflitto o di incompatibilità delle funzioni ed incarichi.

Art.  3 -  Ai componenti gli organi sociali ed ai collaboratori è richiesto:

  • un comportamento ispirato ad autonomia ed indipendenza con le istituzioni pubbliche, i soggetti privati, le associazioni, le confessioni religiose e le forze economiche fornendo informazioni corrette per la definizione dell’attività legislativa ed amministrativa;
  • la partecipazione assidua ed informata;
  • la consapevolezza del ruolo;
  • la condivisione della mission al fine di garantire un contributo significativo costante;

 

Art. 4 - La legittima manifestazione di posizioni divergenti non può andare a detrimento dell’immagine e del prestigio della Fondazione; Le informazioni ricevute per ragioni di ufficio sono considerate riservate e ne è vietato ogni uso non derivante dall’espletamento istituzionale delle funzioni. L’informazione esterna deve essere veritiera ed efficace mentre quella interna deve essere limitata ai soggetti portatori di un effettivo interesse intellettuale.

Art. 5 - Il comportamento di ciascun responsabile di area o di comitato regionale si conforma ai valori del Codice e rappresenta un esempio per i propri collaboratori. I responsabili di unità istaurano con i volontari rapporti improntati al rispetto reciproco e ad una cooperazione positiva, favorendo lo spirito di appartenenza.

Art. 6 - L’ente non ha fini di lucro, il contegno dei collaboratori è rapportato al patrimonio dell’ente che deve essere idoneo agli scopi istituzionali prefissi per statuto in economia.

Art. 7 - L’attività prestata nell’organizzazione rispetta gli artt. 1 e 35 della Costituzione italiana e si assume nell’ambito del mero volontariato, l’incardinazione in strutture e regimi di organizzazione del lavoro più complesse devono essere espressamente formulate tra le parti nell’ambito dell’autonomia contrattuale. In assenza di manifestazione scritta ogni contributo delle risorse umane è da considerarsi puramente libero, voluto e solidale senza nessun costo per l’ente.

Art. 8 - Ai collaboratori sono richiesti professionalità, dedizione, lealtà, spirito di collaborazione e rispetto reciproco nell’ambito di comportamenti trasparenti. Non può essere tollerato il perseguimento di interessi personali a detrimento di quelli dell’ente. È vietata espressamente l’adozione di atteggiamenti che possano compromettere l’immagine dell’ente e l’uso di beni sociali per scopi diversi da quelli propri.

Art. 9 - Ogni evento od impegno di spesa deve essere preventivamente analizzato e adeguato alle risorse disponibili nel periodo di maturazione, eventuali avanzi di gestione vengono inseriti nel bilancio ad incremento della dote dell’ente. Le spese in uscita devono essere sempre proporzionate al valore normale dei beni acquistati per i fini istituzionali ed attività connesse senza riconoscere vantaggi, ai referenti terzi, di nessun tipo nell’ambito di una logica di mercato trasparente. I preventivi di spesa da richiedere devono sempre essere valutati nella pluralità delle offerte, mentre la valutazione degli obblighi da assumere deve essere ponderata e seguita da uno studio di fattibilità in funzione del fabbisogno stabilito.

Art. 10 - Il rimborso spese per trasferte o missioni stabilite e prefissate, anche verbalmente, dal Consiglio deve essere documentato ed iscritto in nota cronologica. Ogni voce di rimborso è proporzionata al numero di persone chiamate in causa per le singole esigenze che devono comunque limitarsi allo stretto indispensabile. Il budget di spesa deve essere utilizzato per confrontare i reali costi sostenuti giustificando le uscite e verificando il relativo margine di variabilità.

Art. 11 - L’organizzazione per la raccolta fondi deve essere etica ed affidabile, deve valutare le possibilità e l’eventualità di ottenere i risultati con mezzi semplici e meno dispendiosi, tutti appropriati allo specifico. Costituisce garanzia primaria l’esercizio responsabile del donatore nel disporre volontariamente delle proprie risorse attraverso una corretta informazione.

Art. 12 - Le raccolte fondi devono avere il carattere della occasionalità e devono essere espressamente autorizzate dalle istituzioni in caso di occupazione di suolo pubblico. Per ogni raccolta fondi autorizzata deve essere redatto un rendiconto ed il relativo versamento deve essere fotocopiato in calce all’atto di dichiarazione delle somme donate.

Art. 13 - L’archiviazione delle donazioni scritte e valide per le agevolazioni fiscali deve spettare i principi di cui al dlgs 196/2003 nel rispetto della privacy attraverso una registrazione delle informazioni relative a tutte le donazioni ricevute, ossia nome e indirizzo del donatore, ammontare della donazione nel rispetto della sfera privata e di libera coscienza della liberalità.

Art. 14 - I proventi assicurati da tutte le fonti disponibili devono essere allocati in percentuale ragionevole ai programmi e alle attività direttamente collegate alla finalità istituzionali in linea con le aspettative dichiarate, tenendo conto dei costi amministrativi di avviamento e di quelli imprevedibili.

Art. 15 - L’Ente è consapevole della rilevanza di una concertazione continua con gli enti locali e la collettività; a tal scopo deve mantere un comportamento ispirato alla massima correttezza nei metodi e nei processi. L’attività dell’Ente deve essere sempre individuata nella visibilità del bene altruistico tutelato.